Articolo del Messaggero del 5 Maggio ‘08

VI RIPORTIAMO PER INTERO L’ARTICOLO PUBBLICATO IL 5 MAGGIO ‘08 SUL MESSAGGERO (Cronaca di Roma)

Lunedì 05 Maggio 2008

Case fatte di cartone, baracche che affondano nel fango: una discarica a cielo sotto i balconi di un palazzo in via di Casal Boccone. Palazzi con vista sul degrado

di VERONICA CURSI

Per guardare il degrado dritto in faccia, per vederla da vicino la miseria, agli abitanti di Casal Boccone basta semplicemente affacciarsi dal balcone di casa. Fare pochi metri, anche solo portare a spasso il cane, per scoprire un piccolo villaggio di disperati che, lì, hanno deciso di costruire la loro nuova vita.
Case fatte di cartone, baracche che affondano nel fango: una discarica a cielo aperto inerpicata tra le sterpaglie e la fitta vegetazione. Accampamenti invisibili sì, ma solo a chi non vuol vedere. Visto che da mesi, gli abitanti di questi grattacieli supermoderni al Tufello, denunciano la presenza di quella favelas «senza che nessuno faccia niente». Un insediamento abusivo, smantellato a Natale, che si è riformato giorno dopo giorno. E che ora comincia a far davvero paura. I residenti sono costretti a subire furti e rapine che si ripetono sempre più spesso, anche di giorno. Episodi di criminalità che costringono la gente «a rimanere chiusa in casa la sera, a non dormire di notte.» E che in questi giorni hanno portato gli abitanti di questo enorme comprensorio alla decisione di difendersi da soli. Come? «Affidandosi ad un servizio di vigilanza privata che vigili l’area 24 ore su 24». Una soluzione estrema, ma inevitabile. «Visto che ormai -racconta Mario De Marco, consigliere del condominio di via di Casal Boccone – i ladri entrano dentro i palazzi anche di pomeriggio armati di coltelli e piede di porco». «Nell’ultimo mese – afferma – abbiamo già subito cinque furti. L’ultimo appena una settimana fa. L’unica soluzione che ci rimane arrivati a questo punto, è quella di pagare dei vigilantes armati che proteggano le nostre famiglie, perché vivere così è diventato impossibile».
Altri cittadini, per quella che ormai sembra quasi una triste abitudine a Roma, si dicono disposti a pagare per vivere sereni dentro le proprie case. E per farlo si sono affidati al comitato di quartiere “Talenti sicura”, nato un mese fa proprio per proteggere gli abitanti di questa zona dalla criminalità. Sì, perché la delinquenza in queste stradine del IV municipio immerse nel verde «è pericolosamente aumentata». E sono raddoppiati i furti, le aggressioni, gli atti di delinquenza. «Come si fa a non avere paura quando basta affacciarsi dal balcone per vedere questa miseria? – si sfoga Fabrizio Rocca, un altro residente – Siamo 180 persone in questi palazzi, il prezzo che ci chiedono è di ottomila euro per un servizio di vigilanza diviso in tre turni: molti di noi sono disposti a tirare fuori qualsiasi cifra pur di sentirsi più sicuri». «E pensare che a Natale credevamo che se ne sarebbero andati – confessa Fortuna Costanzo, residente in uno dei palazzi colpiti dai furti – E invece, giorno dopo giorno, questi nomadi sono tornati a scaricare la loro roba qui davanti: divani, poltrone, fornelli, materassi. A fare i padroni sotto casa nostra».
Sono tornati sì, e piano piano hanno ritirato su i loro nascondigli. Baracche che crescono, muoiono e crescono nuovamente. Ed ogni volta torna la paura, il senso di insicurezza. «E non bastano gli allarmi, le grate – si sfogano i residenti – c’è gente che rimane sveglia di notte a fare la guardia: rubare qui è troppo facile, finché non decideranno di intraprendere un’azione vera contro questi insediamenti, non ci sentiremo mai tranquilli».

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